fogli d’occhi#3
Novembre 13, 2009

fogli d’occhi#2
Novembre 13, 2009

fogli d’occhi#1
Novembre 12, 2009


: mia poesia ha partecipato alla manifestazione Terre di vite: vino, volti, suoni, immagini e parole
:
la linfa incide i confini e la polpa
alla terra nell’ombra della terra
sottrae all’origine la vena
del sole che il dono depone
scuro nel suo fermento
un calice ad accogliere sottile
la forza che al tocco suscita il sorso

inarginato a giogo, fuoriesce la Sposa/prima vita consunta a ogni ramo di bosco/pensata, a ogni ramo bruciata, ogni volto/oltre il velo di metallo, non ha un volto/solo la Sposa, amarla in ogni suo volto/nutrimento che traccia e mi divora

il nocciolo di Tutto è che c’è una Forza più forte di me, di cui io sono parte, sostanza stessa ma anche diversa. e questa Forza si muove e mi muove indipendentemente da molte delle cose che desidero e voglio io. molte, moltissime delle cose che mi riguardano non riguardano me. è l’esperienza più profonda della fedeltà, fedeltà alle voci che non vedo, per divenire a mia volta una Voce. questo è tutto, è semplicemente così, almeno per me.

non ho vesti furiose che nutrano
la forza ma legno animale
inciso nel polso, Sposa gemella,
mia nudità
non odo la parola che pronuncio
acerba e brutale ogni vita
s’infeconda trapassata nei morti
tra la fogna dei vivi dispersi
una zuppa a denti stretti nel cuore di Van Gogh
e la semina di sperma, non sai, spirale
ed elica antropica, cammino cima di figlio
sua mano stretta a serraglio arreso a ogni richiamo
di bosco, lupo sbranato da orsi
perdonando il loro inutile orgasmo

oltre la foggia aperta del cielo
tuniche rosse senza riparo addossano
massi a ore scarlatte, imperativi di rondini
selvatici passi alla cima del richiamo
conducono al luogo che il sacro traccia
come preghiera secreta da alberi indovini.
il bosco è l’anima che il corpo percorre
fluido fiorire inconsapevole, forme
di respiri addossati come muschio a pietre
circoncise da ogni cristiana verità.
solo, nell’Aperto ultimo, la chiarità
della ferita protetta dal silenzio

la bocca tracima ed è stella
la bocca che preda crolla ora
al peso di respiri di pelle ora
nutrita da grida d’uccelli la vista
– asbyrgi –
sono un legno liberato dal fuoco

ciò che ci è sottratto forma
la visione di un dio intero
putiferio mistico: asbyrgi: il mio occidente
si straccia al dono più furioso, inconsapevole