Innesto in: F. Marotta
Febbraio 12, 2007
l’occhio del naufrago
rovescia il respiro
in terre ospitali d’asilo,
distrae l’indicibile onda
dalla stretta che esplora
l’agonia di un grido,
difende l’incessante disfatta
in tagli smeraldini di ricordi
che riaffiorano
dai deserti della gola,
simula luce di fari immaginari: –
l’ora di tracce
afferrate a mani nude,
calcolate distanze
nel sale che annebbia le pupille
e concede miraggi,
la curva solida di un monte,
la sorgente in attesa
per il battesimo d’una nuova alba –
estrema finzione,
carità di nevi
nel caldo tumulo del mare
INNESTO:
l’occhio del naufrago
rovescia il respiro
lembo rapito, grido
in terre d’asilo,
distrae l’indicibile onda
il mare che si fa corteccia
stretta esplora l’agonia
di un grido. prega
difende l’incessante disfatta
rassegna l’ombra sfatta
alla sera
in tagli smeraldini di ricordi
riaffiorano
deserti e gola, simula luce
in luce
di fari immaginari: –
l’ora di tracce è luogo
in afferrate a mani nude
rapaci
distanze nel sale rosso
che annebbia pupille sole dona
miraggi, donna di statua
curva solida
di un monte la sorgente in
l’attesa, il battesimo
dell’alba nuova –
finzione – estrema
carità delle nevi, prega
in gocce la fronte
nel caldo tumulo del mare
Febbraio 12, 2007 at 2:00 pm
Incontro di pupille:
l’incanto di Marotta è suono dove l’innesto s’immerge e vira al rosso.
La chiusa è sigillo. Un plauso a te Paolo e rinnovata stima ai versi di Marotta che sono fascino e : trascinano.
Chiara Daino
Febbraio 12, 2007 at 4:24 pm
sottoscrivo quanto dice Chiara: “incontro di pupille”.
Febbraio 24, 2007 at 11:08 am
Grazie, Paolo. Innesto perfettamente riuscito.
Un abbraccio.
Francesco