e-book: Innesti inAltri
Novembre 9, 2007
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innesti-inaltri.pdf
il mio e-book Innesti inAltri
con Innesti su Massimo Sannelli, Ilaria Seclì, Chiara Daino, Antonio Diavoli, Rita R. Florit, Mikica Pindzo, Francesco Marotta, Alessandro Ghignoli, Marina Pizzi, Silvia Molesini, Nicola Ponzio
Innesti tra Nicola Ponzio e Paolo Fichera
Giugno 13, 2007
Su La Poesia e lo Spirito:
per leggere:
http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2007/06/12/innesti-tra-nicola-ponzio-e-paolo-fichera/
Innesto in: N. Ponzio
Giugno 1, 2007
Gelsi e il prato un miracolo,
nel gesto di riempire con il cielo
la distanza della carne. L’esile
materia più gelosa.
Scegliere nel nome
di ogni cosa la più giusta decisione.
Credere è questo.
Allontanarsi da sé per ritrovare
la scrittura della vita
in una gioia da disperdere.
INNESTO:
Gelsi è il prato un miracolo, e disperdi
nel gesto – al principio – di riempire
cielo distanza della carne.
Esile lanca, nel fango
la materia più gelosa.
Scegliere nome di cosa
sua decisione; oltre è giusto
credere la fame della terra.
Allontanarsi per ritrovare
l’ampia scrittura spogliata
in vita in eco di cenere
gioia da disperdere.
Innesto in Marina Pizzi su Poesia e Spirito
Aprile 1, 2007
Innesto in Marina Pizzi su Poesia e Spirito
http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2007/04/01/innesti-inaltri-marina-pizzi/
Innesto in: S. Molesini
Marzo 1, 2007
Accesa non proponi buio
ho perso lì il bagliore re
nel cuscino sulla sedia
mentre girava acqua a lavare:
è stato un parto di luce
come del sangue di faccia.
C’è nella gola che tira
un gorgo di note roche
una cantatrice calva
c’è, ed era tremito solo
un pensiero flauto e viola
acceso da mostrarsi luce.
INNESTO:
Accesa rechi l’ombra non poni buio
rechi ho perso lì bagliore in re
sudore d’ombra, macchia
il cuscino sulla sedia
e le mani acqua a lavare:
è stato un parto gemello di luce
come sangue di faccia
oltraggio di tramonto in alba.
C’è nella gola che tira tronco
gorgo di note roche
rose in voce arsa calva
c’è, ed era tremito sabbia
migrata solo al pensiero in note:
flauto, viola accessi
acceso si mostra luce.
Innesto in: M. Pizzi
Febbraio 20, 2007
sorriso di ebetudine l’inizio del mondo
quando la giara-madre s’interrompe
ebetudine di separazione
frode di pozza pecca di espianto
fatto compiuto, morte in teca al seme.
INNESTO:
sorriso d’ebetudine vezzo liscio
inizio del mondo quando
la giara-madre ingrembo interrompe
ebetudine d’alba e separazione
“la mano è tagliata e scrive”
frode pozza pecca espianto
fatto e compiuto, la morte in teca
nel seme al liquido esposta impone
Innesti in: A. Ghignoli
Febbraio 13, 2007
le parole scavano nei frammenti il limite di nessuno le risposte
nella lite mite delle palpebre accarezza la mano il volto nascosto
dietro il corpo l’inquadratura del profilo della linea la perfezione
il graffio
INNESTO:
le parole scavano nei frammenti il limite
la percossa sanguinosa soglia di nessuno
le risposte pelle a pelle nella lite mite
le palpebre accarezza mano e pelle il volto
taglio – altare – sigillo
dietro il corpo l’inquadratura crepe profilo
linea perfezione della distanza, rabbia
il vuoto graffio
Innesto in: F. Marotta
Febbraio 12, 2007
l’occhio del naufrago
rovescia il respiro
in terre ospitali d’asilo,
distrae l’indicibile onda
dalla stretta che esplora
l’agonia di un grido,
difende l’incessante disfatta
in tagli smeraldini di ricordi
che riaffiorano
dai deserti della gola,
simula luce di fari immaginari: –
l’ora di tracce
afferrate a mani nude,
calcolate distanze
nel sale che annebbia le pupille
e concede miraggi,
la curva solida di un monte,
la sorgente in attesa
per il battesimo d’una nuova alba –
estrema finzione,
carità di nevi
nel caldo tumulo del mare
INNESTO:
l’occhio del naufrago
rovescia il respiro
lembo rapito, grido
in terre d’asilo,
distrae l’indicibile onda
il mare che si fa corteccia
stretta esplora l’agonia
di un grido. prega
difende l’incessante disfatta
rassegna l’ombra sfatta
alla sera
in tagli smeraldini di ricordi
riaffiorano
deserti e gola, simula luce
in luce
di fari immaginari: –
l’ora di tracce è luogo
in afferrate a mani nude
rapaci
distanze nel sale rosso
che annebbia pupille sole dona
miraggi, donna di statua
curva solida
di un monte la sorgente in
l’attesa, il battesimo
dell’alba nuova –
finzione – estrema
carità delle nevi, prega
in gocce la fronte
nel caldo tumulo del mare
Innesto in: M. Pindzo
Febbraio 9, 2007
Mi arrampico
sulla voragine
come la trama di un racconto infinito
La scala
all’aria non arriva
Ancora deglutisco cenere
delle sue ossa
Mi pensavo pronta
a quel salto
in mano mi rimase
metà spina
L’altra
fiorisce ancora e
non dà pace
INNESTO:
Mi arrampico/sulla voragine
seta
come la trama ampia
di un
racconto infinito
La scala al cielo scosceso
all’aria non arriva
Ancora (mi vedi?)
deglustisco cenere
Madre
delle sue ossa
Mi pensavo pronta
a quel salto
in mano tra le vene mi rimase
metà spina
L’altra/da quel sangue/
fiorisce ancora
non dà pace
Innesto in: R.R. Florit
Febbraio 6, 2007
Strazio il mio verso, amore
in mille rivoli mi squaglio,
non so che gèmere e tacere,
immergermi e affiorare
e soffocare l’Ombra che m’assale.
Stringere e catturare,
e in te cadere…
Ricado amore senzacuore
all’esatto centro del mio fiore
INNESTO:
Strazio il mio verso, amore-bava
in mille rivoli
cresi mi squaglio in vanto,
non so che gèmere e tacere, bevo
la tua pelle, la sete
immergo e affioro
a soffocar l’Ombra che m’assale.
Stringere e catturare,
e in te stelo cadere… stringi
il mio grembo in mano
ricado amore senzacuore
esatto centro del mio fiore
liquido seme, tuo dolore
Innesto: Diavoli-Seclì-Daino-Sannelli
Gennaio 19, 2007
quando tutto si dilegua. si perde, si fa metallo e lega.
ora assimila lo sguardo alla resa
la fanghiglia porosa che suggella la coltre
la pelle, la voce di lacrima nera
occhio assilla lo sguardo, ne fa veste
semina, dono felino e non si discute
bocche filano sudori, erbe
bianchissima pelle, mirabile segno anche
sgrana bianchezza, misure di buio
la carne straziata, la patria muta: un belare soffuso
in Sole in Albe: INVITO AL MACELLO
cuori verdi nella coppa. Schizza il gigante
dell’apocalisse, si avvicina l’aria di metallo
non voce non carne saziata riscuote
non cado in cielo,
una
due righe sotto
dita attriti sul foglio
l’opera stretta alla resa della sera
coglie il fiore rame.
arrampicato già – con incanto. agio.
Anche senza pupille, vivo e vive in
bianchissima pelle, mirabile segno anche
le profezie l’evento invitano all’osservanza
una pupilla annusava le spezie
oltre la linea, salita la pelle: amor soave
scavato in silenziosi deserto
“ombra della sua ombra”
l’uguale è in denti e in occhi. carsici.
e la musica dei suoi giardini,
l’orecchio offriva succhi il sangue
alla lingua del cane che accorreva
così alla bocca e la guancia per
la sorte del rame le mie rovine-sfrontate, luce
in ridente riflesso. Chiarità trascrivi, innesti
sera in tormento, buio in ciglia, luce in fiera.
Innesti in: A. Diavoli
Gennaio 19, 2007
l’occhio che assilla lo sguardo
sgrana nei punti senza rimedi
molte misure di buio le ciglia
mentre trascrivi al contrario
due righe sotto
le dita gli attriti sul foglio
INNESTO:
occhio assilla lo sguardo
ne fa manto
sgrana una semina, i punti senza rimedi
i lasciti buio molte misure di buio in
ciglia trascrivi: contrario
una
due righe sotto
dita attriti sul foglio