e-book: Innesti inAltri

Novembre 9, 2007

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innesti-inaltri.pdf

il mio e-book Innesti inAltri
con Innesti su Massimo Sannelli, Ilaria Seclì, Chiara Daino, Antonio Diavoli, Rita R. Florit, Mikica Pindzo, Francesco Marotta, Alessandro Ghignoli, Marina Pizzi, Silvia Molesini, Nicola Ponzio

Innesto in: N. Ponzio

Giugno 1, 2007

Gelsi e il prato un miracolo,
nel gesto di riempire con il cielo
la distanza della carne. L’esile
materia più gelosa.

Scegliere nel nome
di ogni cosa la più giusta decisione.
Credere è questo.
Allontanarsi da sé per ritrovare
la scrittura della vita
in una gioia da disperdere.

INNESTO:

Gelsi è il prato un miracolo, e disperdi
nel gesto – al principio – di riempire
cielo distanza della carne.
Esile lanca, nel fango
la materia più gelosa.

Scegliere nome di cosa
sua decisione; oltre è giusto
credere la fame della terra.
Allontanarsi per ritrovare
l’ampia scrittura spogliata
in vita in eco di cenere
gioia da disperdere.

Innesto in: S. Molesini

Marzo 1, 2007

Accesa non proponi buio
ho perso lì il bagliore re
nel cuscino sulla sedia
mentre girava acqua a lavare:
è stato un parto di luce
come del sangue di faccia.
C’è nella gola che tira
un gorgo di note roche
una cantatrice calva
c’è, ed era tremito solo
un pensiero flauto e viola
acceso da mostrarsi luce.

INNESTO:

Accesa rechi l’ombra non poni buio
rechi ho perso lì bagliore in re
sudore d’ombra, macchia
il cuscino sulla sedia
e le mani acqua a lavare:
è stato un parto gemello di luce
come sangue di faccia
oltraggio di tramonto in alba.
C’è nella gola che tira tronco
gorgo di note roche
rose in voce arsa calva
c’è, ed era tremito sabbia
migrata solo al pensiero in note:
flauto, viola accessi
acceso si mostra luce.

Innesto in: M. Pizzi

Febbraio 20, 2007

sorriso di ebetudine l’inizio del mondo
quando la giara-madre s’interrompe
ebetudine di separazione
frode di pozza pecca di espianto
fatto compiuto, morte in teca al seme.

INNESTO:

sorriso d’ebetudine vezzo liscio
inizio del mondo quando
la giara-madre ingrembo interrompe
ebetudine d’alba e separazione
“la mano è tagliata e scrive”
frode pozza pecca espianto
fatto e compiuto, la morte in teca
nel seme al liquido esposta impone

Innesti in: A. Ghignoli

Febbraio 13, 2007

le parole scavano nei frammenti il limite di nessuno le risposte
nella lite mite delle palpebre accarezza la mano il volto nascosto
dietro il corpo l’inquadratura del profilo della linea la perfezione
il graffio

INNESTO:

le parole scavano             nei frammenti il limite
            la percossa sanguinosa            soglia di nessuno
le risposte pelle a pelle nella lite mite
le palpebre accarezza mano e pelle il volto
                taglio – altare – sigillo
dietro il corpo l’inquadratura crepe profilo
linea perfezione della distanza, rabbia
                   il vuoto graffio

Innesto in: F. Marotta

Febbraio 12, 2007

l’occhio del naufrago
rovescia il respiro
in terre ospitali d’asilo,
distrae l’indicibile onda
dalla stretta che esplora
l’agonia di un grido,
difende l’incessante disfatta
in tagli smeraldini di ricordi
che riaffiorano
dai deserti della gola,
simula luce di fari immaginari: –

l’ora di tracce
afferrate a mani nude,
calcolate distanze
nel sale che annebbia le pupille
e concede miraggi,
la curva solida di un monte,
la sorgente in attesa
per il battesimo d’una nuova alba –
estrema finzione,
carità di nevi
nel caldo tumulo del mare

INNESTO:

l’occhio del naufrago
rovescia il respiro
            lembo rapito, grido
in terre d’asilo,
distrae l’indicibile onda
il mare che si fa corteccia
stretta esplora l’agonia
di un grido. prega
difende l’incessante disfatta
rassegna l’ombra sfatta
                       alla sera
in tagli smeraldini di ricordi
riaffiorano
deserti e gola, simula luce
in luce
di fari immaginari: –

l’ora di tracce è luogo
in afferrate a mani nude
                       rapaci
distanze nel sale rosso
che annebbia pupille sole dona
miraggi, donna di statua
curva solida
di un monte la sorgente in
l’attesa, il battesimo
dell’alba nuova –
finzione – estrema

carità delle nevi, prega
in gocce la fronte
nel caldo tumulo del mare

Innesto in: M. Pindzo

Febbraio 9, 2007

Mi arrampico
sulla voragine
come la trama di un racconto infinito
La scala
all’aria non arriva

Ancora deglutisco cenere
delle sue ossa

Mi pensavo pronta
a quel salto
in mano mi rimase
metà spina
L’altra
fiorisce ancora e
non dà pace

INNESTO:

Mi arrampico/sulla voragine
                             seta
come la trama ampia
di un
         racconto infinito
La scala al cielo scosceso
all’aria non arriva

Ancora (mi vedi?)
deglustisco cenere
        Madre
delle sue ossa

Mi pensavo pronta
a quel salto
in mano tra le vene mi rimase
              metà spina
L’altra/da quel sangue/
fiorisce ancora
non dà pace

Innesto in: R.R. Florit

Febbraio 6, 2007

Strazio il mio verso, amore
in mille rivoli mi squaglio,
non so che gèmere e tacere,
immergermi e affiorare
e soffocare l’Ombra che m’assale.
Stringere e catturare,
e in te cadere…
Ricado amore senzacuore
all’esatto centro del mio fiore

INNESTO:

Strazio il mio verso, amore-bava
in mille rivoli
cresi mi squaglio in vanto,
non so che gèmere e tacere, bevo
la tua pelle, la sete
immergo e affioro
a soffocar l’Ombra che m’assale.
Stringere e catturare,
e in te stelo cadere… stringi
il mio grembo in mano

ricado amore senzacuore
esatto centro del mio fiore
liquido seme, tuo dolore

quando tutto si dilegua. si perde, si fa metallo e lega.

ora assimila lo sguardo alla resa
la fanghiglia porosa che suggella la coltre
la pelle, la voce di lacrima nera
occhio assilla lo sguardo, ne fa veste
semina, dono felino e non si discute
bocche filano sudori, erbe
bianchissima pelle, mirabile segno anche
sgrana bianchezza, misure di buio
la carne straziata, la patria muta: un belare soffuso
in Sole in Albe: INVITO AL MACELLO
cuori verdi nella coppa. Schizza il gigante
dell’apocalisse, si avvicina l’aria di metallo
non voce non carne saziata riscuote
non cado in cielo,
                           una
                           due righe sotto
dita attriti sul foglio
l’opera stretta alla resa della sera
coglie il fiore rame.
arrampicato già – con incanto. agio.
Anche senza pupille, vivo e vive in
bianchissima pelle, mirabile segno anche
le profezie l’evento invitano all’osservanza
una pupilla annusava le spezie
oltre la linea, salita la pelle: amor soave
scavato in silenziosi deserto
“ombra della sua ombra”
l’uguale è in denti e in occhi. carsici.
e la musica dei suoi giardini,
l’orecchio offriva succhi il sangue
alla lingua del cane che accorreva
così alla bocca e la guancia per
la sorte del rame le mie rovine-sfrontate, luce
in ridente riflesso. Chiarità trascrivi, innesti
sera in tormento, buio in ciglia, luce in fiera.

Innesti in: A. Diavoli

Gennaio 19, 2007

l’occhio che assilla lo sguardo
sgrana nei punti senza rimedi
molte misure di buio le ciglia
mentre trascrivi al contrario
                    due righe sotto
le dita gli attriti sul foglio

INNESTO:

occhio assilla lo sguardo
                           ne fa manto
sgrana una semina, i punti senza rimedi
i lasciti buio molte misure di buio in
ciglia trascrivi: contrario
                     una
                     due righe sotto
dita attriti sul foglio