ad Alberto Giacometti (da “Lo speziale”)

Costruitemi un santuario
perché io risieda tra di voi
*
ci sono cortecce sui rami
che idolatrano monti
*
il lascito a morsi,
mangiato: sii mio, sei mio
*
tu sei come cosa
ricevuta un ingegno
*
già chiusi al silenzio ancora
si parla.
avanti è un tratto
ciò che fuoriesce è ciò che rientra
*

già chiusi al silenzio
ancora parli avanzi.
Avanti è un tratto
e disperdi a disperdere
“si deve fare esattamente|ciò che
si ha davanti( )” (vede)
Ci sono cortecce sui rami
che idolatrano monti, e
santuari dati, come comandi,
perché un dio vi: “risieda tra voi”.

Ciò che fuoriesce è ciò che rientra,
un fallimento netto
lacerti di mosaici, ( ) netti (interi e)
nello stupore in sguardo e stupore.
L’uomo Homme qui marche, avanza
e il lascito nei morsi (e ciò che resta dei morsi)
è mangiato: sii mio, sei mio.

********

già chiusi al silenzio
ancora avanzi.
avanti è un tratto
e disperdi a disperdere
“si deve fare esattamente
ciò che si vede”.
ci sono cortecce sui rami
che idolatrano monti, e
santuari dati, come comandi,
perché un dio: “risieda tra voi”.

ciò che fuoriesce è ciò che rientra,
lacerti di mosaici, interi e netti
in sguardo e stupore.
Homme qui marche, avanza
e ciò che resta dei morsi
è mangiato: sii mio, sei mio

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