Addio, amico mio

sei fiato aperto e terra
porgi la mano
un moto d’ombre porge il calice
le ombre che sanguinano appese,
in ginocchio scavo la terra
lo sguardo della sete arresa
scava la terra
il calice impastato con terra e sete
bevo, porgi la mano
impastata di terra
alla terra aperta con il fiato

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