Dialogo con V.

“il calendario della propria fortificazione è fisso al medesimo giorno da anni: questo è bene. L’automatismo non può avere che caverna a fare grata della propria sensibilità. “Mi hai fatto sentire femmina. Libera. Cosa? Lascia stare tu non devi capire.” Agire sottomettendo le proprie cosmogonie a un impulso ancora più misterioso. Lasciare che la fiamma bruci: chiamarla Dio. Inverecondo, vendicativo. Si ha sempre necessità di una Vendetta più crudele. Dell’ascia che recida la coda del nostro pensiero. Che ci lasci, monca anguilla, a guardarla dibattere, imparando a non avere pietà degli arti inutili del pensiero.”

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