“senti come tutto vibra in questa strada senza uscita dove atomi ci formano facendosi beffe delle nostre regole. Ho pensato di perderti mio piccolo figlio, una volta che eri nato e che mi guardavi fissando nei miei occhi i chiodi di quel tuo fiume rendendomi cieco finalmente, e ora sono io a fare a meno di me. Tu vivi e non possiamo più morire, una strada bianca di sassi bianchi ci lega fino a quel lago perfetto e oltre lungo la linea che dal quel lago si diparte formando quell’albero e oltre nei rami la casa innalza muri e il suo camino, il fumo disperso colora il lembo di cielo che dietro la montagna quella bambina vede e chiama nuvola. Non possiamo più morire, siamo lupi di luce, coppie d’aquile, sostanza di questo incendio, sfogo di ogni silenzio” (da Ipotesi di vita)

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