a te che ombra aspetti nel solco
ora che il precipizio oscura
ogni resa pensata – a morire spezzati,
come assenza scagliata
nel bosco feroce e calmo e vivo e santo
mi inchino a ogni deserto, mi inchino
all’indivisa armonia delle mani, mani
che raccolgono marciapiedi e specchi
a sera il grido indorava la danza
iniettava nei miei occhi coincidenze
e bestie placate nel flusso di una fame
ordinata dalla pietà di una grazia

(inedito da Ipotesi di vita, sezione nel bosco)

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