ci sono solo fiamme in questo teatro, ora.
creatura d’acqua affoga la voragine in un miele, in ogni pelle calpestata.
il corteo delle ferite dispone la fragilità in soglie.
l’acqua penetra, fa deserto di un’altra acqua.
quale verità crede nel suo male?
l’acqua accarezza la pelle sepolta. l’acqua ha sete.
ogni volto d’amante si trasforma in ombra,
ogni compimento ha il sapore della terra.
non lasciarmi andare, il deserto è arido.
ti scrivo nella mia voce, ogni bosco cede
non c’è altro, non c’è veramente altro:
gli occhi che si vogliono morti tessono un’altra pelle

un miracolo d’acqua e sangue
la perdita infinita
due acque ogni spazio oltre la sete
una zona bianca
una danza,
un calcare di piedi, nella roccia il gesto
si scioglie, un’impronta si fa rete e trama
ogni oggetto, ogni oggetto
fuoco, il mio bianco
e ancora occhi dal basso
il sudore come un marchio
ogni vena, l’evento
l’acqua di viverti
dispersa, che perde

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