Eterno fanciullo, seguii sempre il passo di quanti erano agitati dalle passioni e dicevo di non voler essere in loro; parlavo e non parlavo e tendevo attento l’orecchio per il desiderio di udirli e di vederli fino in fondo, il più fondo possibile. Eterno fanciullo sacrificai ad altri, a coloro che mi compassionavano, a coloro che erano lontani o che non mi vedevano ardere di un desiderio bruciante. Portavo doni, mandavo incontro a loro gli occhi e l’aria tremolante colma di luccichii, spargevo davanti a loro sentieri valicabili e… non parlavo. Ben presto alcuni compresero la mimica di chi li guardava nell’intimo e allora non chiesero più nulla. Egon Schiele

2 risposte a “

  1. carla dicembre 13, 2011 alle 4:25 pm

    ho ammirato i suoi quadri a Villa Olmo l’anno scorso insieme a quelli di Klimt…una vera poesia!
    un’anima nuda esposta.

  2. paolo fichera dicembre 13, 2011 alle 7:19 pm

    qua a milano c’è stata una sua mostra a palazzo reale qualche mese e mese fa. leggi se riesci il suo diario dal carcere, ti lascio il link http://www.skira.net/recensione.php?isbn=8857205977&page=&lett=&soggetto=

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