identità marginali

“si depongono le identità marginali le proprie e le altrui non prima di aver chiuso un trapasso di identità tra loro alla fine fittizie. non che ciò che si è vissuto non sia stata una reazione a un vuoto più grande di noi stessi, ma è stata appunto una reazione a un vuoto. il credersi finalmente liberi di costruire un’altra identità lontano dalle proprie prigioni è propria delle persone troppo ammalate di se stesse e troppo affezionate a un male antico. si vive l’amore perché si vuole appartenere, si crede all’esperienza e si chiama l’amore “esperienze”. si crede all’amore come a una costruzione di se stessi per respirare più forte e con maggiore consapevolezza creando un’identità di cui poi ci si vorrà liberare per credere di nuovo di poter respirare veramente. il respiro è in quella pelle che ci accoglie quando si ritorna al seno che nutre nutrendoci. il resto sono gli occhi di un figlio e l’abitudine ai versi”

(da Ipotesi di vita, ancora in costruzione)

 

Una risposta a “identità marginali

  1. carla marzo 11, 2012 alle 8:28 am

    Bellissimo e intenso questo tuo Paolo,
    l’Amore (verso sè stessi e verso gli altri) conduce sempre a quel seno che nutre, al primo contatto felice
    tra la pelle e il mondo.
    un caro abbraccio!
    c.

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