oltre la foggia aperta del cielo
tuniche rosse senza riparo addossano
massi a ore scarlatte, imperativi di rondini
selvatici passi alla cima del richiamo
conducono al luogo che il sacro traccia
come preghiera secreta da alberi indovini.
solo, nell’Aperto ultimo, la chiarità
della ferita protetta dal silenzio

(da fenditure in Ipotesi di vita)

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