l’arte tracima
nella fuga di un segno
non ricordi di stasi
egemoni, ma tu che coroni l’alba
in anima trabocca in fuoco
la pietà oscura come una folla

un polline di vita
resta polline finché infetta, vibra
dove gemello non nasce né muore
il volto che il fondale scuote
di fissità lo sguardo oltre, dà unione

(da dormi come visibile in Ipotesi di vita)

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