prima del bosco la porta era rabbia
a te che immobile desideravi rabbia
fino a essere idillio il rantolo di una pena
infiammato il vetro urticava le unghie
di una mano piccola siamese, a ogni uragano
di fede sormontato da un bosco incandescente
eternamente sconfitta la mente da una forza
che retrocede alla solitudine prima del vuoto
il corpo, chinata la sacralità sul tuo petto
muove l’ombra da seno a seno nel petto

(da Bosco, Anterem edizioni, in uscita)

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