“Vivant” di August Picard

come respiri bianchi imbevuti di buio
appaiono gli amanti, scismi sepolti,
vampiri incuranti d’ogni luce
emergono, per un sorso d’aria,
a morire interi nel loro sangue

*

tra radici nodose di semi
stremano le porte del tuo nome
la natività della tua pelle
nel presepe del mio desiderio

*

la fonte dei tuoi capelli
disseta le bocche mutilate dei miei passi
mentre percorro il deserto della tua pelle
desiderando oasi estinte, solo deserto,
per morire in te, oltre la nostra ombra

*

Sulla tua pelle lascio
le mie carte a fior di sangue
cerco la tua corda d’ombra stretta ai miei polsi
inghiotto la prima fiamma degli elementi
spengo le sigarette del mio vuoto
lascio accadere l’ombra.

*

l’equilibrio del solco
la corda dell’esilio
la fauna dell’ellisse
vivente
intrecci le forme del naufragio
schianti i germogli della memoria
muti il fondo del vento
vivente
chiedi la pietra della notte
lasci la mia pelle al perdono delle tue ossa
al mantello insaziato del tuo amore.

*

tu sei il mio luogo sacro
i tuoi baci l’identità dell’acqua
le tue mani i seni della cascata
i tuoi occhi i graffiti nella grotta
la tua pelle i sentieri della mia ombra

*

tra lo specchio l’apparenza deforma
il vetro delle tue mani, la fuga
apparsa nel luogo in cui l’identità
avventa l’anima in minuzie d’insetti

*

in trasparenza di forme
il desiderio appare
un destino di pietre
deformo le tracce
accanto alle spoglie dell’atto
lego le tue mani
incido la tua pelle
con scismi d’arcani
e terra

*

cerco il tuo nome
oltre il desiderio e l’ombra
oltre l’allegoria del vetro
che germoglia nella tua mano
oltre la trasparenza meridiana
di Marsiglia e il fumo delle tue labbra

*

tu,
geroglifico apparso come un’idea
alla fine del tempo, un bacio
sul divano a dire voglio il tuo sangue,
infinita dimora di segni
nell’insonnia della luce

*

Oltre il sangue disteso
la tua pelle muta il fondo
di due sillabe sussurrate in segreto.
Una pietra, un libro, la tua bocca
la trasparenza dei miei occhi
la stanza per le ore sacre
come insetti senza destino
prosciughiamo i fiumi
riveliamo le radici
i fossili arcaici d’altri deserti
fino alla povertà, alla sete
all’arsura del desiderio
fino al coltello con cui incido la mia carne
per dissetare le tue labbra
e renderle bianche.

*

oltre la sete un’altra sete
oltre il deserto un altro deserto
oltre il desiderio di te della tua pelle
c’è questo desiderio senza pelle,
la sembianza di una traccia di vino
sul pavimento, la ferocia delle ossa
senza distanza, la solitudine senza passi,
l’amore che ignora la redenzione
dei nomi, la fonte delle sillabe, le
mie mani estinte come graffiti
in una grotta impresse,
mani di bisonte, di cervo, di alce
chiuse all’ululato dei lupi
ai loro arcani scissi tra le vie di Marsiglia
oltre la sete c’è il tuo nome
benedetto dai cervi, che seduce
gli occhi dei falchi
prima di noi due, dei nostri millenni
trasmigrati in anime sapienti
c’è questo nome tuo di sete, di deserto
in cui non ti cerco, a cui non faccio appello
murato oltre il tempo di uno stesso destino

*

l’impeto della soglia, le tue mani
la pelle bagnata, le gambe ansiose
il mare che perdi nel sonno
che alimenta la cenere dei bassifondi
di tracce senza racconto
vivo assente l’altrove delle tue labbra
la tua memoria che ama noi due
sottratta al volto senza ritorno

*

le mie ossa sono le tue mani
colte oltre il crepuscolo d’ogni profilo
inciso sul muro del nostro monastero
dove le pelli mutano i nomi
rarefatti tra le ombre dei lampadari
fusi come pietre all’immagine dei nostri occhi
richiamiamo i mondi che credettero negli uomini

*

nel monastero dei miei occhi
muta sembianza l’anima
della tua pelle, come calice
istoriato d’attesa, resta
colore l’alito delle tue labbra
la secca beatitudine
d’un jazz in cui perdere l’anima

*

il mare che perdi nel sonno
accresce la deriva del desiderio
la stanza ha scogli
che graffiano mani e polsi sottili
a cui aggrapparsi per perdersi
in approdi senza confini

*

sulla tua fronte Marsiglia esiste
e la pietra grigia nei tuoi occhi
ricorda l’urna bagnata di pioggia
la cenere dei tuoi baci, in piedi nel tempo,
dilavati da quiete di maschere
in cui chiami nascita ciò che in segreto muore

*

nella nostra stanza
scura a mezzogiorno
il mio libro perde i suoi fogli
sempre, la traccia stringe la gola
che cerca il suo tempio in segni
non scritti, adorando la pelle,
in forre d’anime

*

come riflessi di sigilli taciuti
ci amiamo
sparsi in profondo i nidi
sporgono le mani

*

così libera dalla foga
lega la mano l’anello al tempo
il tuo Pound tra la nebbia
annuncia l’albero al di là
della luce. Apri la porta,
chiedi il mio sangue, sotto il suo velo
non incontra sembianza ciò che l’eco
lascia impronunciato.

*

la mano di Trakl cela
la sua patina di bronzo
nei tuoi occhi
leggo l’effige di morti
fuoriusciti dalla luce
a far di noi fessura e impronta
e io ti amo, nel perduto grido
che rende quieta la loro notte

*

il giorno – nostro – di soli baci
maturato altrove, senza noi due
arcanamente legati alla pietra
la neve al suo Dio, senza di noi
trattengo i tuoi capelli sul mio petto
dico “vena”, lascio morire il sangue

*

Più oltre e già inciso il nome
scosso da asce di soglie
Non perso, non avuto, tesa
la mano tra le foglie
alla terra, alla pelle
accaduto

*

Ari l’indistinto, Céline
in grembo, senza l’ombra
a farti urna
Iniziata ai misteri dei tuoi occhi
la mia mano accanto alla luce
Nutrono i morti la radice
che ti assolve
Spargi l’ultimo amore

_____________________________

August Picard (Marsiglia 1967 – Marsiglia 2013 ). Nessun libro pubblicato in vita, ma poesie scritte e consegnate a un’unica donna. A distanza di tre anni dalla morte del poeta, M. ha scelto di rendere pubbliche le poesie a lei dedicate. Queste presentate sono le prime poesie di Picard tradotte in italiano.

 

 

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: