Cerchio

I

 

Custodire è donare

quanto l’assenza, accolta, si nasconda

nelle forme. Taciuta e ancora manifesta,

resta il pulviscolo tra la luce segnata:

prima figura.

Nella trasparenza di un rito

abita la forma il gesto irriflesso

la forma mai data tocca

la metrica delle ossa, resuscita

il profilo delle mani.

 

Inesteso, di seme in seme,

traccia la strada al tempio

di una pietra sola, accoglie

la tessitura del sangue

la sua radice, tra l’anello

e il telaio dei fili scuote,

liberando il già accaduto,

tra l’oracolo immobile.

 

Un suono, tra strati, muove lo spazio

accade il sangue, lo scheletro di un pesce

dietro alla nuca, nella bocca, lungo

la spina dorsale, struttura il movimento

il silenzio, l’infinita discesa

dell’utero alla terra increspa

l’essenza sottile del pensiero.

 

Fuori le ossa, le pietre, restano morsi

la filigrana annodata apre la grotta:

tutto nasce nella figura. Avviene

da mente a mente la resurrezione in vita.

 

Sottratto lo spazio

i draghi sono musica affiorata dall’acqua

di strato in strato dissolto

il legame che impetra

apre e chiude il segno, quale frutto

danzato

emerse le pietre tace l’anello

nel nutrimento il gesto erode il nome

simpulum spezzato all’acqua donato.

 

 

II

 

Il cerchio di pietra cinge

quel che l’anima non trattiene

il feto dispiegato, la fine dei nomi

accaduti nel bosco.

 

Pietra rosa, pietra verde

tre nella mano, sette stese

al centro del cerchio.

 

Dissolta la forma la luce

penetra le ossa, genera

la radice della rosa

la radice sepolta e esposta

accoglie l’ambra della terra

ramifica un midollo di pietre, scioglie

il frutto per la linfa disciolta

suscita la presenza, manifesta l’“Accogli”.

 

Disposte le pietre in parole

nel cerchio l’amore

custodisce i saperi.

 

Compatto, in semi, il sole

lascia il rito steso, a perdersi,

in corpi senza mistero.

 

Ogni gesto a svanire contempla

il suo battito latente. La luce genera

un passo, il tremore scioglie il volto.

 

Fibre d’unione gli anelli tessono

il rito nell’orma deposta

per l’amore incarnato tra la luce

di una traccia percorsa.

 

 

III

 

Mosso il cerchio

tra l’apparenza scissa.

Struttura il luogo la perdita

nell’unione. Un coro giace

nell’ombra, genuflesso il calice,

 

per te che avanzi vestita di spazi.

 

 

IV

 

Dà gesto a gesto respira deposta

la pietra per la pietra.

Ancorato al trapasso

cuce filamenti quanto resta

della pietra che accade.

Colmando attesa la maniera al gesto

contempla il battito latente

la forma dissolta nel corpo.

Vibra, tra strato a strato, il luogo guardato

così stretto alla corda sciolta, accade

la sorgente fitta, la trasparenza

che formando manchiamo.

 

Irriducibile, la visione

profetizza l’accaduto

nel sangue lasciato. Era sorgente

la pietra, materia la dispersione,

radice il polso

 

il volto alle spalle.

 

 

V

 

Uniti in immagine, tra radici

lo spazio fonda mani. Dissepolta

sottrae nome alla terra la figura

arca scissa dai piedi smossa

nel fondo dove occhi raccolti

cercano la fine d’un tratto, un suono

perduto, che tace un altro solco

accolto mutevole nel sempre grembo.

 

 

VI

 

Indistinguibile ara la tessitura

del cerchio, il gesto che mai

mura ogni presente. Ogni ombra

raccoglie radici, chiama sangue

l’immanenza dell’occhio scorrendo

 

uno in uno.

 

 

VII

 

ancora non arsi

creano altri passi

occhi che lentamente

restano in cerchio

ad assediare fuochi

a suscitare mani

di sciolti riflessi

in acque di graffiti

mai incisi, non visti, danzati

 

 

VIII

 

Ogni passo dissolve in sé

il movimento che lo struttura

riflesso il sangue in iridi remote

resta passo lo sguardo che in tutto muove.

 

 

IX

 

Resta taglio

l’accaduto nell’ombra

il limite che la compie

il solo gesto che per estremo

di figura in figura

ancora muore.

 

Deposta la pietra per la pietra

la parola per la parola

aprono le ossa nell’ombra

i corpi disciolti nel sale.

 

(sezione “Cerchio”, libro Figura)

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dedica libro Figura

a M.

questo libro disteso

sangue racchiuso

questa calligrafia d’ossa

codice miniato, emanato

in pietà, nostra vita nova

resa figura, tra l’anello arsa,

per amore

August Picard – Vivant (poesie per Marie)

August Picard – Vivant (poesie per Marie)

August Picard – Vivant

Figura su La Poesia e lo Spirito

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