.La strada della cenere

La strada della cenere

La raccolta è compresa nell’antologia Specchio poetico (FaraEditore, 2007). La raccolta è accompagnata da una nota di Adriano Padua.

http://www.faraeditore.it/html/siacosache/specchiopoetico.html

Oltre (su “La strada della cenere”)
di Adriano Padua

La strada della cenere è il luogo del divenire, che è consumarsi,
perdere. La strada della cenere è la preghiera di chi
crede di non avere un dio, e solo in questo crede. Il mondo
si sgretola cosa a cosa, ma le cose nel sottrarsi si manifestano
ancora nella luce offuscata, e il poeta le attraversa con
“incedere sospeso”, cercando il codice della bellezza che
si svela nel momento della disgregazione. Anche la sintassi
è franta, si spacca, lascia ferite, piaghe, e il ritmo sempre
si scioglie e ricompone, come se il passo di chi percorre la
strada della cenere fosse incerto, stupito, ma sempre pronto
a raddrizzarsi e a continuare a camminare, per volontà di
continua ricerca. Morte e vita si rigenerano reciprocamente,
si completano, sono la stessa cosa, e “la mano è tagliata e
scrive” questi frammenti d’oro sporchi di fango. Spesso la
prospettiva è ribaltata, “la mano è la forma del sasso”, “il
tempo è luogo”, e il corpo è spazio che si riapre e contrae,
senza sottrarsi ai sensi, cercando contatto, calore, ma è “un
inganno”. È un agitarsi di materia e buio dove i corpi sospesi
sono come anime, dove le dimensioni si annullano o
sovrastano, e ogni alba è cieca. La strada della cenere non
c’è, non esiste, è data solo dal suo contenuto, dal corto-circuito
che è la poesia, inanimata, ed ogni passo che segna
la sua terra lascia una liquida traccia ed è un passo oltre,
nell’inchiostro morto, nel sangue della vita.

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Recensione di Vincenzo D’Alessio
su La strada della cenere
in Specchio Poetico

qui
http://farapoesia.blogspot.com/2007/10/su-specchio-poetico-fichera-e-padua.html

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