Vivant

Comme souffles blancs trempés des ténèbres
apparaissent les amants, schismes enterrés,
vampires insouciants des chaque lumière
remontent à la surface, pour petites gorgées d’air,
à mourir intacts dans leur propre sang
*
Entre racines noueues des graines
affaiblissent les portes de votre nom
la nativité de votre peau
dans la crèche de mon désir
*
La source de vos chevux
désaltère les bouches mutilées de mes pas
alors que je traverse le désert de votre peau
désirant oasis éteintes, seulement désert;
pour mourir en vous, au-delà de notre ombre
*
Sur votre peau
je laisse mes cartes à fleur de sang
je cherche votre corde d’ombre lié à mes poignets
j’avale la première flamme des éléments
j’éteins les cigarettes de mon vide
je laisse advenir l’ombre
*
L’équilibre du sillon
la corde de l’exil
la faune de l’ellipse
vivant
vous nouez les formes du naufrage
vous brisez les germes de la mémoire
vous changez le fond du vent
vivant
vous demandez la pierre de la nuit
vous lâchez ma peau au pardon de vos os
au manteau de votre amour inassouvi
::::::::
come respiri bianchi imbevuti di buio
appaiono gli amanti, scismi sepolti,
vampiri incuranti d’ogni luce
emergono, per un sorso d’aria,
a morire interi nel loro sangue
*
tra radici nodose di semi
stremano le porte del tuo nome
la natività della tua pelle
nel presepe del mio desiderio
*
la fonte dei tuoi capelli
disseta le bocche mutilate dei miei passi
mentre percorro il deserto della tua pelle
desiderando oasi estinte, solo deserto,
per morire in te, oltre la nostra ombra
*
Sulla tua pelle
lascio le mie carte a fior di sangue
cerco la tua corda d’ombra stretta ai miei polsi
inghiotto la prima fiamma degli elementi
spengo le sigarette del mio vuoto
lascio accadere l’ombra.
*
l’equilibrio del solco
la corda dell’esilio
la fauna dell’ellisse
vivente
intrecci le forme del naufragio
schianti i germogli della memoria
muti il fondo del vento
vivente
chiedi la pietra della notte
lasci la mia pelle al perdono delle tue ossa
al mantello insaziato del tuo amore.
______________________________
(August Picard tradotto da Paolo Fichera)
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Ghinzu

Notte

non occultano i silenzi le ombre

l’ombra sta, appesa alla tua porta di foglie di mirto

la trasparente fornace che muove

senza fondo il tramonto

ai tuoi piedi rabarbari

accoglie l’emblema mutilato

e i chiodi che scuciono il silenzio

sanno la distanza e il nome

frutti, maturati in quel tempo,

che ancora accadono

nella bocca

 

ancora accade:

per il sangue che resiste alla notte,

per la notte, donna scalza nei boschi,

per le ossa che attestano l’eresia,

per le bianche ossa della notte.

 

e era bianca la voce assolata

che chiamavi prima nella sera.

 

bacio la ferita che sei

nella notte esatta della parola

la ferita lunga, oltre lo specchio

che sei, nel trasparente giardino

della tua notte

 

tutto ciò che siamo trattiene la distanza

l’immacolata volontà della perizia

il sangue racchiuso e lasciato disteso

ricopre la vestaglia,

il genio della lampada, l’uomo indifeso

 

fino all’asfissia che morde

la struttura che nutre il vagito

di un sigillo teso tra notte e corpo

 

senza riparo ogni desiderio dissipa

il fondo eroso d’un gesto

che la voce tiene a braccetto

 

nulla di neve

nulla di sete

nulla di vento

 

richiami di vagiti

nel bosco, eretti come statue

di un respiro, alberi

 

e l’inanimato amore di un lupo

sulle tue labbra, ossa espiate

in nessuna voce umana di cosa

 

non ho più bisogno di morire

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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