Archivi Categorie: Poesie di getto

Voci hanno oggetto

Voci hanno oggetto, nel buio
di una forma il volto
sacrifica una pelle, chiusi
nel fuoco crescono
gli dei quando il pugnale
ci ama, l’ombra non
desidera, accanto
ramifica il tempo che resta
l’eco nutre a notte
quali animali aprono l’infanzia?

Non sai darti senza terra, ma
le Madri non chiedono di restare.

(26 febbraio 2014. ore 20.22 – 20.30)

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tua è la mia lontananza

Sei stata il mio bosco
tue le rocce, le cortecce, il muschio
tuo l’albero più antico
alla fonte del fiume,
tuo l’occhio fluente e secco
che ha guardato i tronchi caduti.
Lo Spirito, se c’era, scioglieva le nevi
tramortiva la ferita, trascinandola
su foglie così mortali, in ogni
tempo del mondo vissuto oltre il sogno.
Uno strappo, la foresta attende
tra la bocca e occhi e musica
là la parola, qua la terra
tua è la mia lontananza.

(15 febbraio 2014. 19.20 – 19.30)

Erik Wøllo – There Will Be Snow

Privati di sé

Privati di sé credono alle foglie
le cornici appese ai rantoli
delle pagine, la voce in spine
mossa dal vento basale, voluto,
in grandissimi distacchi, senza del tratto
avere il peso, altrove scagliando
un calore, altrove baciando,
dando il calco della vita impresso
in fratture. Le parole
come i baci, mai dati, sono il flusso
la distinzione delle densità, il livello
secolare che anima tramortendo
la polarità, il sesso raschiato, la voce
lulù, le preghiere giustiziere dei bambini

(15 febbraio 2014. 4.45 – 5.03)

nulla s’arrende

nulla s’arrende
la vita sparsa, senza mani
preceduta distanza, astratta
in dono la pelle nutre
che ancora manca

(14 febbraio 2014. 17.47 – 18.04)